Umorismo….

Un aeroplano completamente automatizzato decolla per il suo primo volo. Una volta giunti in quota, i passeggeri sentono una voce rassicurante provenire dagli altoparlanti: “Signore e signori, ora potete reclinare i sedili, rilassarvi e godere il volo. Questo aereo è del tutto automatico: pilota automatico, servizio di ristoro automatico, sistema di atterraggio automatico. Assolutamente niente può rompersi … rompersi … rompersi … rompersi”.

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Una donna di Genova va al giornale per mettere l’annuncio mortuario per il suo povero marito. Fa all’impiegato tutta lamentosa: – Mi raccomando, voglio spendere poco! – Eh signora… dipende da cosa ci vuole mettere! – Giusto lo stretto necessario! Di più non mi è proprio possibile! – Allora cosa vuole scriverci? – Ci metta: “E’ morto Mario Rossi”… – E poi? – Ci metta anche: “tanto amato”. Gli volevo così bene, pace all’anima sua! – Allora: “E’ morto Mario Rossi, tanto amato”… fanno 200 mila lire! – Duecentomilaaa??? Così tanto? – Eh, signora cara, queste sono le tariffe per gli annunci! – Senta ma un po’ di sconto non me lo potete fare? – Non so che dirle! Un attimo che lo chiedo al direttore! L’impiegato va nell’ufficio del direttore e poi torna: – Signora… ha detto che lo sconto proprio non glielo possiamo fare! Però per la stessa cifra se vuole ci può aggiungere altre tre parole! – Altre tre parole?? Allora ci metta: “OCCASIONE, VENDESI CITROEN”.

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Un tizio entra nello studio dell’avvocato, si accomoda, e si rivolge subito al professionista: – Mi scusi avvocato… a quanto ammonta la sua parcella? – Trecentoeuro ogni tre domande. – Caspita! Ma non le sembra un po’ esagerato? – Certo! Ora mi faccia pure la terza domanda…

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A scuola di Pierino, compito in classe d’italiano. TEMA: “Passa il treno.” Svolgimento di Pierino: “E io mi scanso!” Risposta scritta della maestra: “E io ti boccio!” Conclusione di Pierino: “Meglio essere bocciati che finire sotto il treno!”

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Una mattina in fila all’ufficio postale una signora si stanca di aspettare e con indifferenza passa davanti a tutti. A metà della fila un uomo la ferma per un braccio e le fa:
– Penso che lei debba fare la coda…
La signora si volta di scatto e risponde:
– Perché? Non sto bene coi capelli sciolti?

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Un matto al manicomio scrive alla mamma:
– Cara mamma, sono quasi guarito, oggi mi hanno fatto i raggi, e se domani mi fanno anche i cerchioni torno a casa in bicicletta..

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Due impiegati comunali si incontrano per strada:
– Ciao Mario! Posso offrirti un caffè?
– No, grazie! Il caffè non mi fa dormire!
– Ma come? Sono le otto di mattina!!!
– Appunto… sto andando in ufficio…

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Ci sono tre bambini in campeggio, due milanesi e uno romano. Uno dei due milanesi fa:
– Il mio papy è più veloce dei vostri. Alle 13:00 esce dalla sua fabrichetta prende il Ferrarino e alle 13:30 l’è a casa!
L’altro bambino milanese allora esclama:
– No… il mio papy è più veloce dei vostri. Esce dalla fabrichetta alle 13:00, prende il Maserati e alle 13:15 l’è a casa!
Il bambino romano con una flemma invidiabile:
– Ve state proprio a sbaja’… mi padre è er più vveloce de tutti! Lui lavora ar comune, esce alle 13:00 ma alle 12:30 sta sempre a casa!!!

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Un distinto professionista si reca in comune per avere un colloquio con un assessore. Si avvicina alla scrivania di un impiegato e gli fa:
– Buongiorno… ehm… vorrei parlare con l’assessore!
– Contanti o carta di credito?

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Il capoufficio a un impiegato:
– Bene ragionier Rossi ho per lei due notizie… una buona ed una cattiva!
– Se è proprio così dotto’… cominci da quella buona…
– Allora per lei da domani niente più stress da lavoro!!!

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Esame d’assunzione per un impiegato:
– Buon giorno signore, la prego, si sieda pure. Allora… come si chiama?
Il candidato alquanto sghignazzante:
– Giovanni! He he he…
– Ma cosa ha da ridere?
– Beh, ho risposto giusto alla prima domanda, no?

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C’è un ispettore sanitario che va a fare una visita ai matti di un manicomio per accertarne le condizioni. Ne incontra un gruppetto e chiede ad uno ad uno:
– Tu chi sei?
– Io sono Napoleone!
Poi chiede ad un altro:
– E tu invece chi sei?
– Come chi sono? Io sono Garibaldi, l’eroe dei due mondi!
– E tu chi sei?
– Io sono il PAPA!
– Ah… sei il Papa? E chi te l’avrebbe detto?
– Me l’ha detto DIO in persona!
Si avvicina un matto:
– Che t’ho detto iooo???

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Nella scuola elementare una maestra della prima elementare ha dei problemi con uno dei suoi allievi. La maestra domanda:
– Pierino, qual è il problema?
Pierino risponde:
– Sono troppo intelligente per stare in prima. Mia sorella fa la terza ed io sono più intelligente di lei! Credo che dovrei andare anche io in terza!
La maestra ne ha abbastanza. Porta Pierino nell’ufficio del direttore. Mentre Pierino aspetta nel corridoio la maestra spiega la situazione al direttore. Il direttore dice alla maestra che metterà il ragazzo alla prova: gli farà una serie di domande, se lui sbaglia una qualsiasi delle risposte dovrà tornare in prima e comportarsi bene. La maestra è d’accordo.
Pierino viene fatto entrare, gli vengono spiegate le condizioni e lui accetta di sottoporsi alla prova.
Il direttore esordisce:
– Quanto fa 3 x 3?
Pierino:
– Nove!
– Quanto fa 6 x 6?
– Trentasei!
E così via con ogni domanda che il direttore presuppone che un allievo della terza debba conoscere. Il direttore guarda la maestra e le dice:
– Credo che Pierino possa andare in terza…
La maestra dice al direttore:
– Posso fargli io qualche domanda?
Il direttore e Pierino acconsentono. Allora la maestra:
– Una mucca ne ha quattro ma io ne ho solo due, che cosa sono?
– Le gambe!
– Cosa c’è nei tuoi pantaloni ma non c’è nei miei?
Il direttore si domanda come mai la maestra faccia una simile domanda, ma Pierino risponde prontamente:
– Le tasche!
– Che cos’è che inizia per “C”, finisce per “O”, è peloso, saporito e contiene un liquido biancastro?
Gli occhi del direttore si spalancano prima che lui possa fermare la risposta… ma Pierino con tranquillità:
– Il cocco!
La maestra non demorde:
– Che cos’è che entra duro e rosato ed esce molle ed appiccicoso?
– La gomma da masticare!
– Che cos’è che un uomo fa in piedi, una donna da seduta ed un cane su tre zampe?
Gli occhi del direttore si spalancano ancora di più, ma Pierino candidamente:
– Stringere la mano!
La maestra sempre più presa dalla sfida:
– Ora ti farò alcune domande del tipo “Chi sono io”, d’accordo?
– D’accordo!
– Infili dei paletti dentro di me. Mi leghi a terra prima di montarmi. Sono bagnata prima che tu abbia finito.
– La tenda, signora Maestra!
– Un dito entra dentro di me. Giochi con me quando ti annoi. Rimango con te per tutta la vita.
Il direttore guarda irrequieto e teso ma… Pierino:
– L’anello nuziale!
La maestra si sforza per pensare a delle domande difficilissime:
– Esisto in diverse misure. Quando non sto bene sgocciolo. Quando mi togli il liquido ti senti bene.
Pierino:
– Il naso!
– Ho un corpo affusolato e rigido. La mia punta è penetrante. Sto spesso in una custodia.
– La freccia!
– Quale verbo inizia con “SC”, finisce con “ARE” e significa un sacco di divertimento?
Pierino:
– Scherzare!!!
Il direttore tira un sospiro di sollievo e dice alla maestra:
– Sbattilo in quinta: le ultime dieci risposte le ho sbagliate persino io!

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Un signore va dal medico e appare disperato:
– Dottore, lei mi deve aiutare. Deve sapere che io sono sposato da trent’anni e ho sempre vissuto felice con mia moglie. Senonché, alcuni giorni fa, non sentendomi bene, sono tornato prima del solito a casa e ho trovato mia moglie a letto con un uomo. A questo punto mi sono lanciato verso il comodino per prendere la pistola ma mia moglie si è buttata ai piedi e mi fa: “Gennaro, ti prego, vai al bar, prendi un caffè, vedrai che ti passerà!”. Ed io ho seguito il suo consiglio.
Il medico guarda il paziente e sta per intervenire quando lui prosegue:
– Abbia un po’ di pazienza perché la storia non è finita. Insospettito, qualche giorno dopo, sono uscito volontariamente prima dall’ufficio e, tornato a casa, trovo mia moglie a letto con un altro uomo. Infuriato mi sono lanciato verso il comdoino, ho aperto il cassetto ma mia moglie si è nuovamente gettata ai miei piedi dicendo: “Gennaro, non lo fare. Hai due figli. Vai al bar. prendi un caffè e vedrai che ti passerà!”. Io ho seguito nuovamente il suo consiglio ma il giorno dopo non sono andato in ufficio. Mi sono appostato e ad una certa ora ho visto entrare un uomo a casa mia. Ho aspettato qualche minuto e poi sono rientrato. Ebbene mia moglie era a letto con questo uomo. Allora non ci ho più visto. Mi sono avvicinato al comodino, ho aperto il cassetto, ho fatto per prendere la pistola ma mia moglie si è buttata piangente ai miei piedi dicendomi: “Non lo fare, Gennaro, abbiamo due figli. Vai al bar, prendi un caffè, vedrai che ti passerà!”.
A questo punto il dottore, seccato, interrompe il cliente per dirgli:
– Guardi signore… da me può avere tutta la solidarietà come uomo e come marito ma, mi dica, in veste di medico, da me cosa vuole?
E l’uomo:
– Vorrei sapere… non è che tutti questi caffè mi faranno male?

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I dieci fatti storici nei quali è stato lecito utilizzare la parola “cazzo”:

1. “‘Sta torre col cazzo che casca!” (Babele, 5000 a.C.)
2. “-Piogge a tratti- un cazzo!” (Noè, 4314 a.C.)
3. “Santità, lo vuole davvero su quel cazzo di soffitto?” (Michelangelo, 1566)
4. “Da dove cazzo vengono tutti questi indiani?” (Generale Custer, 1877)
5. “Cazzo, ti somiglia un casino!” (Picasso, 1926)
6. “E quella che cazzo è?” (Sindaco di Hiroshima, 1945)
7. “E dai, chi cazzo vuoi che lo scopra?” (Bill Clinton, 1999)
8. “Cazzo, non credevo si arrabbiassero così tanto!” (Osama Bin Laden, 2001)
9. “La vuoi o no quella cazzo di macchina?” (Il presidente della Fifa Blatter all’arbitro Moreno, giugno 2002)
10. “Ma chi cazzo ho comprato????” (Moratti, tutte le estati)

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Una donna con un problema va da un dottore. Si siede accanto al dottore ma rimane esitante prima di esprimere il suo problema. Finalmente il dottore riesce a cavarle fuori che lei crede di essere una pervertita sessuale.
D: “Bene, bene, di che perversione si tratta?”
P: “Dunque, ecco, sarebbe, insomma, dottore io veramente mi vergognerei a dirglielo…”
D: “Guardi, facciamo così… Siccome anch’io ho una perversione, lei mi dice la sua ed io le dico la mia, siamo d’accordo?”
P: (rincuorata) “Si, va bene, mi piace farmi baciare il culo”.
D: “Tutto qui?!?! Guardi, vada dietro quel paravento, si spogli completamente ed io le mostrerò la mia perversione”. La donna va dietro il paravento e si spoglia, si mette a quattro zampe e comincia a fantasticare…
P: “Mmmmm, forse viene di sorpresa e mi bacia il culo…”. Passano quindici minuti e non succede niente. La donna si affaccia da dietro il paravento e vede il dottore seduto alla scrivania, con i piedi sul tavolo, intento a leggersi tranquillamente il giornale.
P: “Ma come!!! Ma se aveva detto che era un pervertito!!!”.
D: “Sicuro che lo sono!!! Ho appena cagato nella sua borsetta…”.

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Un parroco ed il suo sagrestano osservano il passare della gente davanti alla chiesa.
Ad un certo punto il parroco fa:
– Vedi quella mora? Me la sono fatta tante volte!
– Il sagrestano – Anch’io!
– Il parroco – E quella bionda? Sapessi che giochetti sa fare…
– Il sagrestano – Lo so, lo so… l’ho usata ieri sera!
– Senti – fa il prete – non è bello parlare di queste cose! Facciamo cosi: ogni volta che vediamo passare una bella donna con la quale abbiamo fatto l’amore anzi no, una donna che abbiamo usato, schiocchiamo le dita, d’accordo?
Passa una signora elegante…
Il parroco – Tlac – Il sagrestano – Tlac
Passa una ragazza bellissima… Il parroco – Tlac – Il sagrestano – Tlac
Va avanti così per un po’ fino a quando il sacerdote dice:
– Senti, tagliamo la testa al toro! Io le donne di questo paese me le sono fatte tutte tranne mia madre e mia sorella…
– Ed il sagrestano…- TLAC, TLAC!

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Un prete mentre tocca il naso a un bimbo:
“Eh, mi sa che tu con quella faccia da birichino non ci vai in paradiso!!”
E il bimbo:
“Ma neanche tu mi sa che ci vai, con quel profumo di figa sulle dita!!!”.

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Dopo anni di inutili tentativi, una coppia riesce ad avere un figlio ma ancora non sanno come chiamarlo.
Il marito va a parlare col parroco:
Senta… – esordisce l’uomo – mio figlio vorrei chiamarlo Dio, perché in fondo se io e mia moglie siamo riusciti ad averlo è solo un miracolo di Dio!
E il parroco:
– Ma no, ci pensi bene!!!
– Ma si che ci ho pensato!
– Io le consiglierei di pensarci ancora meglio, signor Porcu…

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Un tizio entra in farmacia e chiede a voce alta:
– Un pacco di preservativi!
Il farmacista:
– Ma prego non gridi, c’è gente. – E consegna i preservativi al tizio che va via.
La settimana dopo, lo stesso tizio entra nella medesima farmacia e, sempre ad alta voce, chiede:
– Un pacco di preservativi!
Il farmacista: – Ma prego non gridi, c’è gente. – E consegna i preservativi al tizio che va via.
Alla terza settimana lo stesso tizio si presenta in farmacia e chiede con voce molto bassa:
– Un pacco di supposte…
Il farmacista: – Come!?…
Il tizio con sguardo circospetto e sempre a bassa voce:
– Un pacco di supposte…
– Come!?… Ma alzi la voce non la sento!
Il tizio infastidito:
– Ah, è così che funziona?… Quando lo devo prendere in culo lo devono sentire tutti e, invece, quando lo devo mettere non lo deve sentire nessuno!

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Un bambino dell’era moderna chiede al suo papà:
“papi, ma io come sono nato?”
E il papà gli risponde:
“E va bene, tanto prima o poi ne avremmo dovuto parlare, di questa cosa… Allora, fai attenzione: il papà ha conosciuto la mamma in una CHAT. Piu’ tardi la mamma e il papà si sono incontrati in un CYBER CAFFE’, e nel bagno la mamma voleva fare un paio di DOWNLOAD dal JOYSTICK del papà. Quando poi il papà era pronto per l’UPLOAD, ci siamo accorti improvvisamente che non avevamo installato nessun FIREWALL… ma purtroppo era già tardi per premere CANCEL o ESCAPE, e la finestra VUOI VERAMENTE ESEGUIRE L’UPLOAD l’avevamo già disattivata all’inizio sotto OPZIONI e PROPRIETA’. L’antivirus di mamma da tempo non faceva piu’ l’UPDATE, e non ha riconosciuto il BLASTER WORM del papà. Cosi’ abbiamo premuto il tasto ENTER e alla mamma si è aperta una finestra con la comunicazione TEMPO PREVISTO PER IL DOWNLOAD: 9 MESI!!!”

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Due pensionati si incontrano:
– Ciao come và?
– Ma… come vuoi che vada; come sempre e a te piuttosto come va?
– Bè io ho trovato una badante ucraina, 30 anni fantastica, viso stupendo, la 5° di seno e sedere da sballo.
– Sì e cosa ci fai con questa ucraina?
– Allora: alla mattina mi fa trovare una colazione fantastica, mi fumo una sigaretta e poi una bella trombata, poi doccia e mi faccio un giro in piazza a leggere il giornale. Torno a casa a pranzo dove da mangiare trovo ogni ben di dio, dopo pranzo caffè,sigaretta, un pisolino e poi quando mi risveglio un’altra bella trombata, quindi sotto sera vado al bar per l’aperitivo e quando torno per cena mi fa trovare la tavola apparecchiata e ogni sera un menù diverso, ceniamo a lume di candela, finito ci guardiamo un pò di televisione e poi prima di dormire un’altra bella trombata e poi a nanna!
– Però! e da quanto tempo va avanti questa storia?
– Comincio lunedì prossimo

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L’infermiera va dal medico correndo tutta preoccupata:
Inf: Dottore Dottore il paziente del letto 23 ha il pene come un limone
Dott: Ma come “gonfio???”
Inf: No No No No!!!!!
Dott: Ma come “giallo???”
Inf: No No No No!!!!!
Dott: Ma come “rugoso???”
Inf: No No No No!!!!!
“ASPRO!!!”

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Roma antica, un gladiatore scommette che riesce a scoparsi 100 donne una dietro l’altra. Grande pubblicita’ dell’impresa, organizzazione nel Colosseo, bandi da tutti le parti, e infine arriva il gran giorno. Colosseo strapieno, arriva il gladiatore in gran forma, sponsor alle spalle, arbitro, allenatore. E via:
1, 2, 3, 4, 5 … 10 … pausa, asciugamano, coca cola … 11, 12, 13, 14 … 20 … gong, pausa, coca cola … 21, 22, 23, 24 … 30 … pausa, massaggi … 32, 33, 34, 35, 36 … 40, gong pausa … 50 … 60 … 70 … 80 … 85, pausa, strizzamento di asciugamani, ricomincia … 90 … pausa, coca cola … 91, 92 … pausa … 93, 94 … pausa … 95 … 96 … 97 … pausa, incoraggiamenti … 98 … 99 … il gladiatore crolla svenuto. Colosseo in silenzio di tomba, si alza un vecchietto dai gradini piu’ alti e grida
“A’ frocioooooooooooooo !!!!!!!”

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In una scuola cattolica dell’Irlanda del Nord.
“Maria, cosa vuoi fare da grande?”.
“La prostituta”.
“Scusa non ho capito cosa hai detto?”.
“La prostituta”.
“Ah, meno male, avevo capito la protestante!”

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A scuola Pierino dice alla maestra: “Me stanotte ho dormito con il babbo!”.
E la maestra: “No ME.
IO stanotte ho dormito con il babbo!”.
Il bambino ci pensa un po’ e poi: “Vedra’ che e’ stata un’altra sera, stanotte c’era anche la mia mamma!”

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Pierino alla maestra: “Io l’amo”.
La maestra: “Ma Pierino lo sai che a me non piacciono i bambini”.
“Non si preoccupi perche’ uso il preservativo!”

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Pierino in classe: “Signora maestra, ho buttato della carta dalla finestra”.
“Va bene, Pierino, ma non lo fare piu'”.
Poco dopo entra in classe un bambino tutto sanguinante.
La maestra: “E tu chi sei?”.
“Io sono Della Carta”

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Pierino: “Signora maestra si puo’ punire uno per una cosa che non ha fatto?”.
“No di certo!”.
“Bene, allora non ho fatto i compiti!

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La maestra assegna il solito compito a scuola: scrivere sul quaderno il nome di un colore.
Pierino va a casa e, tenendo a fare bella figura, chiede aiuto alla mamma: Blu oltremare.
Chi va a pensare questo colore? Il giorno dopo va a scuola contento.
La maestra inizia ad interrogare: – Tu, Cinzia, quale colore hai trovato? – Rosso pompeiano! – Bel colore, brava! – Tu Marco cosa hai? – Grigio cenere! – Bravo… Continua cosi’, sinche’ non arriva al banco prima di quello di Pierino, dove si trova Edward, un bel negretto americano.
– E tu Edward, che colore hai? – Blu Oltremare! Pierino inizia a sudare freddo: “Porca miseria, mi ha fregato”.
La maestra allora gli domanda: – Pierino … e tu che colore hai? Pierino dopo averci pensato un po’ esclama: – Ah! … Nero di merda!

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La maestra a Pierino: “Parlami del liquido seminale”.
“E’ lo stesso se le faccio uno schizzo alla lavagna?”

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Pierino, dimmi una parola con la doppia P”.
“Bottiglia”.
“E dov’e’ la doppia P?”.
“Nel tappo!”

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La maestra chiede ai suoi scolari se sanno quale sia la cosa piu’ veloce dell’ universo.
Carletto: “Il suono, signora maestra !”.
La maestra: “Bravo, ma c’e’ qualcosa di ancora piu’ veloce!”.
Giovanni (il secchione): “La luce!”.
Maestra: “Bravo, e’ proprio la luce!”. Sentendo cio’, Pierino perplesso si rivolge alla maestra: “Ma come? la luce? la cosa piu’ veloce che ci sia e’ la merda!”.
Maestra: “Pierino, cosa dici!”.
Pierino: “E si’ e’ proprio lei! Pensi che ieri sera mio nonno e’ andato al bagno, non ha fatto a tempo ad accendere la luce che se l ‘e’ fatta addosso!”

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“Pierino, perche’ il canale di Suez si chiama cosi’?”.
“Perche’ non e’ miez e non e’ tuez!

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La maestra: “Pierino, dimmi due pronomi!”.
Pierino: “Chi? Io?”

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Tema per Pierino: “Sesso, religione e mistero”.
Svolgimento: “Mia sorella e’ incinta.
Per Dio chi e’ stato ?

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La maestra in aula: “Vi pongo un problema: sul ramo di un albero ci sono otto uccellini; arriva un cacciatore, spara e ne abbatte tre; quanti uccellini rimangono? Prova tu, Giuseppe”.
E Giuseppe: “Mah, secondo me ne rimangono cinque!”.
“E tu, Pierino? Secondo te, quanti uccellini rimangono?”.
E Pierino: “Secondo me, non rimane nessun uccellino!”.
E la maestra: “Nessuno? E perche’?”.
“Perche’ se il cacciatore spara e uccide tre uccellini, gli altri volano via, e non ne rimane nessuno”.
La maestra: “No, Pierino, la risposta e’ sbagliata.
Pero’ il tuo ragionamento mi piace!”.
Allora Pierino chiede di poter fare lui una domanda alla maestra e chiede: “Sedute su di una panchina ci sono tre donne che stanno mangiando tre coni gelato. La prima lo sta mordicchiando, la seconda lo sta leccando e la terza lo sta succhiando.
Quale delle tre donne e’ sposata?”.
La maestra e’ scandalizzata, ma dopo insistenza di Pierino risponde: “Mah., vediamo… qual e’ quella sposata… forse…. quella che succhia il gelato?”.
E Pierino: “Sbagliato! E’ quella che ha la fede al dito. Pero’ il suo ragionamento mi piace!

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In classe la maestra dice: “Oggi faremo un tema: vorrei che ci metteste della religione, nobilta’, famiglia e un pizzico di suspense”.
Poco dopo Pierino consegna il compito: “Mio Dio – disse la baronessa – sono incinta! E chissa’ chi e’ il padre!

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La maestra di Pierino sta insegnando l’alfabeto e domanda: “Giannino, dimmi una parola che comincia per “C”.
Pierino cerca di suggerire a Gianni: “Culo! Di’ culo!”.
Ma Giannino risponde: “Casa!”. E la maestra: “Bravo! Ed ora Maria dimmi una parola che inizia con la “F”.
Pierino cerca ancora di suggerire: “Fica! Di’ Fica!”.
Ma Maria invece risponde: “Farfalla!”.
E la maestra: “Brava Maria! Ed ora, Pierino, dimmi una parola con la “N”.
Pierino pensa e ripensa, ma non gli viene in mente niente.
Poi all’improvviso: “Nano!”.
“Bravo Pierino!”.
E Pierino: “Si’, ma con un cazzo cosi’!

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Durante la ricreazione Pierino va alla lavagna e scrive: “PIERINO C’HA IL CAZZO PIU’ LUNGO DI TUTTI!”.
La maestra rientra in classe e vede la scritta… infuriata corre verso Pierino e, prendendolo per un orecchio, gli urla: “Pierino, sei il solito disgraziato! Per ora vai in punizione dietro la lavagna, poi resterai in classe a lezioni finite!”.
I compagni di classe di Pierino, preoccupati per l’amichetto, lo aspettano fuori della scuola dopo l’uscita.
Dopo un’ora Pierino esce ed i compagni gli si stringono intorno: “Allora, Pierino, com’e’ andata? Ti ha sospeso?”.
“Macche’ ragazzi… ve l’ho sempre detto io che la pubblicita’ e’ l’anima del commercio!

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Il papa’ a Pierino di ritorno da scuola: “Pierino, perche’ piangi?”.
“Sigh… la maestra mi ha sospeso…”.
“E perche’?”. “Perche’ quando e’ entrata in classe c’era il mio compagno di banco che fumava…”.
“E allora… tu che c’entri se lui fumava?”.
“Hanno detto tutti che ero stato io a dargli fuoco

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La maestra ha spiegato la rima baciata facendo qualche esempio: “Amo il mio cane/ quando mangia il pane”.
Chiede agli alunni se hanno capito e a dimostrazione ne chiede degli esempi.
Tutti fanno degli esempi giusti, finche’ non giunge il momento di Pierino che declama: “Sono andato a pescare i salmoni/ e mi sono bagnato le ginocchia”.
La maestra e’ un po’ perplessa e chiede spiegazioni: “Ma, Pierino, ginocchia non fa rima con salmoni”.
E Pierino: “E che colpa ne ho io, se l’acqua era bassa…

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In una scuola di Torino, una maestra molto juventina, intimorisce i suoi alunni:
– TU!!! Per che squadra tieni?
Il bambino impaurito:
– Per la juve, signora maestra!
La maestra indicando un altro bambino:
– TU! Per che squadra tieni?
– Per la juve, signora maestra!
Poi indicando un altro bambino ancora:
– TU!!! Per che squadra tieni?
– Per la juve, signora maestra!
La maestra indicando un bambino seminascosto in fondo alla classe:
– TU! Per che squadra tieni?
– Per… per il Torino, signora maestra!
– Per il Torino??? Come è possibile una sciocchezza simile? Dammi una ragione valida!
– Beh… Mio papà tiene per il Torino, mia mamma tiene per il Torino, mio fratello tiene per il Torino… Tengo per il Torino anche io.
– E ti sembra una una motivazione valida? E se tua mamma era una mignotta, tuo papà un barbone e tuo fratello un drogato che facevi?
– Ero juventino, signora maestra…

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