Omaggio a Richard Wright

LONDRA 15 settembre 2008 – E’ morto a 65 anni Richard Wright, uno dei fondatori – insieme a Roger Waters, Syd Barrett e Nick Mason- dello storico gruppo dei Pink Floyd. Il decesso del tastierista, che aveva un cancro, è stato anunciato dalla famiglia. Wright aveva incontrato Waters, Mason e Barrett, che uscì dal gruppo dopo circa due anni ed è morto nel 2006, al college a Cambridge, dove erano tutti studenti. Fondarono prima un altro gruppo che si chiamava Sigma 6, successivamente diventato Pink Floyd. Wright è l’autore di alcune canzoni come The Great Gig In The Sky e Us And Them e On the Run nel disco del 1973 The Dark Side Of The Moon, che sono entrate nella storia del rock. Lasciò la band agli inizi degli anni ’80 per dedicarsi all’attività di solista, per poi rientrare nel gruppo per partecipare al nuovo cd A Momentary Lapse of Reason, all’indomani della dolorosa separazione, nel 1985, tra Roger Waters e il resto del gruppo, capitanato da David Gilmour, il virtuoso chitarrista subentrato nel 1968 a Syd Barrett. Wright ha dato anche un contributo importante alla nascita dell’ultimo grande album dei Pink Floyd, The Division Bell. La lotta di Richard Wright contro la malattia è stata «breve», come ha comunicato la famiglia. Nato in una famiglia benestante nel quartiere di Hatch End a Londra, Wright frequenta da studente il London College of Music, dove ha il suo primo contatto con la musica. Abbandona però le lezioni di pianoforte dopo appena due settimane per iscriversi alla facoltà di architettura al politecnico di Regent Street. Qui conosce Roger Waters e Nick Mason, ma ben presto abbandona gli studi per seguire la sua passione per la musica. Nel 1965 i tre, insieme a Syd Barrett, fondano i Pink Floyd. Dopo l’uscita di Syd Barrett, Wright diventa il compositore melodico del gruppo. La somiglianza della sua voce con quella del chitarrista subentrato a Barrett, David Gilmour, viene sfruttata per creare in alcune canzoni effetti sonori entrati nella storia della musica Wright, che ha contribuito in modo decisivo all’elaborazione dicelebri brani dei Pink Floyd, come A Saucerful of Secrets, Echoes, e Shine on You Crazy Diamond, fu di fatto esiliato da Waters durante la registrazione del mitico doppio The Wall (divenuto un film sotto la regia di Alan Parker). A convincere alla cacciata il padre-padrone del gruppo erano stati i problemi personali di Wright, il divorzio e, probabilmente, un eccessivo uso di cocaina (peraltro sempre smentito dall’interessato). Wright continuò a suonare nelle tournée del 1980 e 1981, ma solo come musicista stipendiato. L’album successivo, The Final Cut (1983), è l’unico a cui Rick Wright, ormai definitivamente allontanato dal gruppo, non contribuisce. Nonostante questo, lui e il batterista Nick Mason sono i soli componenti del gruppo ad aver suonato in ogni concerto dei Pink Floyd, posto che The Final Cut non ebbe alcun tour promozionale.
Wright fu richiamato da Gilmour per dare una mano durante le session conclusive di A momentary lapse of reason (1987) per venir reintegrato a pieno titolo come membro del gruppo con l’album Delicate Sound of Thunder (1988). Nell’album successivo, Division Bell (1994), scrisse cinque canzoni e cantò Wearing the Inside Out, certificando la sua personale rinascita artistica. Da un punto di vista strumentale i Pink Floyd devono a Richard Wright la costruzione del «muro sonoro» sul quale si stagliavano gli epici assoli di Gilmour. (testo tratto dall’articolo sul sito www.corriere.it)

bluekey.jpg live8hug.jpg rickesyd.jpg wrightechoes.jpg RWr1.jpg RWrblue.jpg wright.jpg wrightmilano1.jpg 100.jpg 07_192609.jpg 05.jpg 01.jpg 02.jpg

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.